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Overshoot day – Sorpresa: il Covid ha regalato un mese di fiato alla Terra

Con oggi abbiamo esaurito le risorse naturali prodotte quest’anno, da domani si intaccano le riserve. È l’Earth Overshoot Day, il Giorno del Sovrasfruttamento della Terra, che ogni anno ci ricorda la non sostenibilità del nostro modo di abitare il pianeta.

È un tema che ci piace, qui in Kordusio, perché si ricollega perfettamente a una delle nostre ossessioni: il debito.

In  economia come nell’ambiente, vale la stessa regola. Quando si è finito di spendere lo stipendio, si intaccano i risparmi di famiglia. E quando i risparmi finiscono, ci si indebita. Lasciando alle prossime generazioni qualcosa in meno o – peggio ancora – l’onere di saldare il conto, con buona pace dei tanti applausi riservati a Mario Draghi e al suo manifesto per i giovani enunciato a Rimini.

Quest’anno c’è qualcosa di nuovo, però, che fa riflettere. Il blocco di tutto e di tutti indotto dal virus, quest’anno ci ha consentito di guadagnare quasi un mese: l’impronta ecologica si è ridotta del 10%, dicono gli esperti del Global Footprint Network, e dunque abbiamo “risparmiato” quasi un mese di risorse naturali.

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Nessuno si augura certo una pandemia permanente, ma a guardare lo storico degli anni passati si nota come ci volesse il Covid per impartire la prima, significativa, marcia indietro dagli anni ’70 a oggi.

 

Lei respira, noi respiriamo

Se la terra respira, anche noi respiriamo. Quante volte, nei mesi scorsi, ci siamo detti che il lockdown ci ha offerto aria più pulita e ci ha fatto assaporare la bellezza di posti vicini che mai avremmo pensato di frequentare.

Chissà che, allora, tra le tante lezioni del virus non ci sia anche quella di una moderazione nell’uso delle risorse naturali. Che non vuol dire, stando agli esperti, rinunciare a qualcosa. Ma capire per ottimizzare, e migliorare le proprie abitudini.  Non si parte da zero, pare: secondo la Coldiretti il 54% degli italiani ha diminuito o annullato gli sprechi alimentari, adottando nell’ultimo anno strategie che vanno dal ritorno in cucina degli avanzi a una maggiore attenzione alla data di scadenza, fino alla spesa a chilometri zero dal campo alla tavola. Non è poco, se è vero.

Anche perché noi italiani di strada ne abbiamo da fare, e tanta. Ci vorrebbero cinque Italie per soddisfare le necessità degli italiani, quasi un record visto che davanti a noi c’è solo il Giappone (7,7). Certo siamo tanti e viviamo in un Paese relativamente povero di risorse, ma è anche questo un modo per leggere l’insostenibilità della nostra bilancia commerciale, ecologica ed energetica.

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Last but not least: le disuguaglianze. Se è vero che viviamo in un pianeta che avanti così non reggerà più per molto, se è vero che stiamo intaccando i risparmi e contraendo debiti che graveranno sulle spalle di chi verrà dopo di noi, a godere di tutto questo è solo un piccolo pezzo del globo.

La prova? Oggi il mondo esaurisce le sue risorse, è vero, ma c’è chi le ha già consumate tutte a febbraio (!!), come il Qatar o il Lussemburgo, e chi andrà avanti fino a dicembre, come l’Indonesia e l’Ecuador. Della serie: privatizzare i guadagni e socializzare le perdite.

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Per saperne di più: www.overshootday.org.